A.03 | Re:bus mapping Esplorando l'antimappa, in gioco con i cittadini e il pubblico dell'arte

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giugno 2011

Un gioco tra appunti, interviste e spostamenti nella città, finalizzato alla costruzione di un’antimappa creata attraverso il camminare, l’esperienza e la relazione, decostruendo la lettura del territorio e tracciando nuovi percorsi cognitivi. Il pubblico partecipante non come campione statistico ma facilitatore di un processo.


LUOGHI

  CONTESTO

Nella cornice del festival PerAspera – Drammaturgie Possibili Re:Habitat ha proposto un lavoro tra l’investigazione e il design geografico, immaginando Villa Aldrovandi-Mazzacorati come centro temporaneo della città: punti di vista a confronto con cui misurare il rapporto tra il luogo e il pubblico del festival e il suo intorno, in un rebus senza soluzione dove l’esperienza è il canone di misurazione. In dialogo con PerAspera e con il territorio nel quale si svolge: il Quartiere Savena a Bologna, inteso come campo di ricerca che non esaurisce in sé l’indagine, offrendo aperture a sguardi che collegano.

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Fabrizio Favale in performance al festival PerAspera (foto: ZERO Bologna)

  METODOLOGIA

Siamo partiti dall’immaginario del Sol di Madrid, un luogo da cui si definiscono i chilometraggi di tutte le strade spagnole: il punto di riferimento per antonomasia di una mappa, metafora scelta per rubarne un concetto e destrutturarlo, sovvertirlo. Abbiamo quindi definito più luoghi nella città in relazione alla villa, nuovo Sol da cui stabilire i rapporti tra interno ed esterno, tra centro e periferia. Il modo in cui abbiamo riproposto questa relazione è stata però l’esperienza delle persone mappando alcuni luoghi e soggetti significativi per noi e per quanti abbiamo intervistato durante le esplorazioni: il vicino mercato rionale, la sede amministrativa del Quartiere, Giovanni Ginocchini (Direttore dell’Urban Center di Bologna) e Franco Farinelli (geografo e docente).

L’antimappa si è concretizzata in un dispositivo (in questo caso specifico un distributore di palline per bambini) dove tutti questi luoghi sono stati “racchiusi” per potersi poi riaprire nelle mani di chi ha giocato, “scaricato” gli indizi contenuti e deciso quindi di attivarle ritrasformando le informazioni in esperienze e vissuti. Questo tipo di operazione, una mappa non geografica, ha comportato il superamento dell’approccio statistico alle testimonianze delle persone, non più “campioni” di un’indagine ma facilitatori che, dalla pietra miliare n°0 (punto di riferimento della città durante i 10 giorni del festival), si sono messe in gioco nel processo.


Soggettiva, mobile, reversibile, intercambiabile, simmetrica al massimo, plurale. Il contrario di una mappa. (Franco Farinelli)

Re:bus mapping è un prototipo metodologico che non pretende di indicare alle persone di fare qualcosa perché diventi dato quantitativo, ma fa in modo che le persone attivino altre forme di narrazione, riaprendo così l’enorme giacimento di narrative possibili di una città, oltre le delimitazioni percettive e di rappresentazione date dal piano urbanistico e dalla logica del “tragitto più breve”.

Come si costruisce
1) Primo contatto con il territorio attraverso l’individuazione di realtà che già lavorano nell’ambito della pianificazione urbana, della partecipazione cittadina e della progettazione culturale e artistica della città, al fine di individuare i soggetti che possano creare una relazione tra Re:habitat e il territorio; 2) raccolta di materiale informativo sul territorio; 3) residenza nel territorio e organizzazione di azioni volte a entrare in relazione con il tessuto urbano e i suoi abitanti (passeggiate collettive, interviste, pic nic…); 4) creazione dell’antimappa (installazione interattiva); 5) aggiornamento della piattaforma online; 6) definizione delle azioni che è possibile svolgere dopo la conclusione della prima fase (es: QR code diffusi, possibilità di includere altri luoghi nell’antimappa).

Tempi di realizzazione
Il progetto può essere realizzato durante un evento (festival, rassegna…) o in un contesto specifico e unico. Il tempo necessario per la realizzazione del progetto è di 10 giorni in residenza.

Specifiche tecniche
Un luogo in cui sia possibile riunirsi per la progettazione (ufficio, studio condiviso, spazio polifunzionale); connettività web;
l’antimappa è costituita da un dispenser di sfere di plastica contenenti fogli di carta: è necessario disporre di un luogo visibile al pubblico e facilmente accessibile.

Strumenti
Software mobile (Everytrail Pro, Offline Topo Maps, Commander Compass); Google map per sovrapporre le informazioni e dichiarare i nodi; social streaming come flusso di lavoro in tempo reale.

  AZIONI

Voci: Franco Farinelli (docente universitario, geografo), Giovanni Ginocchini (direttore dell’Urban Center di Bologna, esperto di politiche partecipative), Cristina Rizzo (danzatrice), Alessandro Cavazza (presidente AERADO), pubblico e operatori del festival, cittadini del Quartiere.

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  ESITI / DOCUMENTI

scarica gli indizi del re:bus  Re:bus #2

A.zione coordinata da: Gaspare Caliri, Elisa Fontana, Fabrizio Latrofa, Diego Segatto